L'iniziativa del cosiddetto ddl accorcia processi, o sfascia giustizia che dir si voglia, ha raccolto pesanti malumori anche nella maggioranza.Berlusconi è nero, e ha agitato lo spauracchio delle elezioni anticipate, che secondo lui saranno un modo per liberarsi degli alleati che gli remano contro (leggi Fini & co.), e potere così governare da monarca assoluto. O almeno in consolato con la Lega.
Le cose stanno così: o si approva il ddl sulla prescrizione breve, o tutti a casa.
A Fini non piace questa prospettiva, anche perché al momento non sembra avere la forza e il consenso necessari per correre da cavallo vincente.
Ma non va neanche tanto bene al Pd, che fresca di neosegretario deve ancora mettere in ordine casa e oliare gli ingranaggi.
Stesso discorso per la nuova Udc di Casini, Rutelli e amici in processione verso il grande centro.
Quindi che si fa?
Vuoi vedere che per fare stare buono per un po' il Cavaliere si trovano i due terzi di Parlamento e magari pure di Senato per approvare un lodo Alfano in forma di legge costituzionale?
Piano piano pare che i numeri crescano.
Casini ha lanciato l'iniziativa, raccolta anche da Fini, e che, ovviamente, vede il beneplacito del Pdl.
Mancherebbe solo il consenso di una parte del Pd.
Secondo alcune voci sembrerebbe che l'on.Luciano Violante sia l'uomo che potrebbe raccogliere quella manciata di voti tra le fila del Pd necessari a raggiungere il quorum.
Un gesto di alta responsabilità istituzionale che potrebbe, chissà, aprirgli le porte per un posto in Corte Costituzionale.