martedì 9 febbraio 2010
martedì 5 gennaio 2010
Botti di inizio anno a Reggio Calabria.
I boss della ‘ndrangheta sono nervosi.
I PROCESSI CONTRO LE COSCHE- La procura generale di Reggio Calabria guidata da Salvatore Di Landro a breve si occuperà di alcuni processi d’appello scottanti: omicidio Fortugno, strage di Duisburg e infiltrazioni mafiose negli appalti per l’autostrada Salerno Reggio. Processi che in primo grado si sono conclusi con numerosi ergastoli e condanne pesantissime per gli uomini delle ndrine calabresi.
LA REAZIONE DELLE NDRINE - La bomba fatta esplodere al palazzo della Procura Generale di Reggio Calabria è un segnale di minaccia, ma che denota anche timore e nervosismo da parte delle cosche.
Per Gasparri l’attentato di Reggio Calabria rappresenta “la conferma che le cosche non sopportano la NOSTRA azione di contrasto alla criminalità”.
Ma purtroppo il teorema non regge.
Quasi banale ricordare che le operazioni contro la ‘ndrangheta sono state condotte dai magistrati e dalle forze dell’ordine. Non dal governo.
Anzi c’è chi, come il Pm di Palermo Antonino Di Matteo, fa notare che «i provvedimenti governativi, alcuni già approvati e altri in discussione, potrebbero favorire il ricompattamento di Cosa nostra»
Il riferimento più evidente è allo scudo fiscale e al disegno di legge per limitare le intercettazioni.
Potete leggere l’intervista completa al magistrato palermitano sul sito di Terra.
sabato 5 dicembre 2009
No-B Day. I partiti. Antiberlusconismo effimero. Qualche considerazione.
Premesso che reputo giuste e condivisibili le considerazioni che hanno mosso la manifestazione di oggi, credo sia opportuno riflettere su alcuni aspetti del No-B Day.
IL NO B DAY E I PARTITI - E’ stato ripetuto che quella di oggi è stata una manifestazione nata dal basso, dalla rete.
Vero, ma se non c’era qualcuno che metteva i soldi e mezzi non si andava da nessuna parte.
CHI HA FINANZIATO - Senza il contributo di Idv, Prc, Pdci, Verdi, Sinistra e Libertà, che a vario titolo hanno sostenuto economicamente e logisticamente l’evento, le dimensioni della manifestazione non sarebbero state certo queste.
PERCHE’ - Chiaramente i partiti hanno partecipato sia per supportare una tematica condivisa, che per un tornaconto in termini di consensi e visibilità.
QUALCHE PROBLEMA – Considerato che i partiti sono entrati di fatto tra gli organizzatori della manifestazione proposta dal “Movimento Viola”, si pone un problema:
In che misura il “Movimento Viola” è libero di puntare il dito contro quegli stessi partiti di opposizione per colpa dei quali il signor B. è ancora lì a governare da sovrano incontrastato?
GIUSTIZIALISMO, LA SCONFITTA DELL’ANTIBERLUSCONISMO – Se Berlusconi uscisse dalla scena per colpa di un avviso di garanzia o di una condanna, sarebbe la Waterloo dell’antiberlusconismo.
Che il premier debba rispettare la legge e la Giustizia è una cosa sacrosanta.
Ma una opposizione degna di questo nome dovrebbe mirare ad erodere il consenso nei confronti del personaggio attraverso la costruzione di un’alternativa politica e culturale all’ideologia berlusconiana.
Alternative programmatiche, culturali, e di gestione del sistema di potere partitico.
E fatto un altro “Papa”, non si avranno comunque gli anticorpi per difendersi dai nuovi Signor B , C , D e via dicendo.
martedì 1 dicembre 2009
Ecco perchè il fuorionda di Fini potrebbe essere finto.
Il presidente della Camera Fini è una persona di esperienza e di indiscussa sottigliezza. Pare quindi difficile credere che quello che è successo sia solo frutto di una sbadataggine.
Alcuni dettagli che emergono dalle immagini diffuse fanno ulteriormente riflettere.
IL MICROFONO SUL TAVOLO - Da come si può chiaramente vedere dal video, a pochi centimetri da Fini e dal procuratore Trifuoggi è posizionato un microfono.
E, come è evidente, non si tratta di un microfono “interno”, ad utilizzo dei partecipanti del convegno, bensì di un grosso microfono a “gelato” wireless, di quelli utilizzati dai giornalisti delle radio e delle tv, e lo si capisce dall’inconfondibile triangolo applicato sul microfono, sul quale solitamente è impresso il logo dell’emittente.
E’ poco verosimile che il presidente Fini non l’abbia notato, visto che era proprio di fronte a lui.
FINI SAPEVA CHE IL MICROFONO ERA ACCESO? – E’ ancora meno credibile l’ipotesi che Fini non sapesse che un microfono lasciato sul tavolo è quasi sicuramente sempre acceso a registrare, visto che il suo compito è unicamente quello di raccogliere dichiarazioni.
Quindi le affermazioni che Fini potrebbe aver voluto lasciare trapelare – che tra l’altro nella sostanza non sono una novità – potrebbero rappresentare l’ennesima tappa del percorso di “differenziazione” dell’ex An dalle posizioni del Cavaliere.
L’EFFETTO MEDIATICO - Il modo in cui tali posizioni giungono al grande pubblico, in stile “Striscia la Notizia”, danno ancora più visibilità all’evento, che assume un contorno quasi “gossipparo”. Allo stesso tempo Fini viene scagionato dall’accusa di volere attaccare frontalmente e “ufficialmente” il premier, in quanto le frasi assumono la forma di discorso privato e confidenziale.
In definitiva, l’episodio sembrerebbe assegnare un punto a favore del presidente della Camera nella partita Fini-Berlusconi.
mercoledì 25 novembre 2009
Avviso di garanzia. I deja vu del presidente.
"Sequestrare il tesoro di Silvio.
Dalla Sicilia in arrivo un avviso di garanzia a Berlusconi per concorso esterno. Subito dopo gli verrà requisito l'intero patrimonio. Per la legge, infatti, basta il sospetto."
Questo è il titolone centrale apparso oggi sulla prima pagina del Giornale di famiglia del presidente del Consiglio.
Se le cose andassero in questo senso, per il premier la legge sulla prescrizione breve non basterebbe più.
Liana Milella spiega che Berlusconi prepara un'altra mossa: via il concorso esterno in reati di mafia.
Palazzo Chigi subito smentisce: "Circolano voci false, originate da alcuni giornali, in merito alla volontà del Presidente del Consiglio di modificare la norma che ha consentito di arrivare al concorso esterno in reati di mafia. Si tratta di voci false, tendenziose e destituite di ogni fondamento''.
Intanto il pentito di mafia Spatuzza parla, non si sa quanto genuinamente, ma parla.
In ogni caso, il periodo della genesi della cosiddetta seconda Repubblica è ancora pieno di ombre. Ma di come si raggiunse la pax tra stato e mafia negli anni delle stragi sembra ci sia poca voglia di parlare.
venerdì 13 novembre 2009
Fini. Ma che statista.
Le belle parole di Fini, applauditissimo qualche sera addietro a "Che tempo che fa", lasciavano chiaramente intendere che si sarebbe opposto all'intenzione di Berlusconi di far approvare una legge per salvarsi dai processi.E invece, ecco il ddl sulla prescrizione breve, con tanto di silenzio di piombo del presidente della Camera.
Il fatto è che Fini ancora non è pronto allo strappo. Se si andasse alle urne non avrebbe il tempo e i numeri per costruire un consenso che lo incoroni come l'erede di Silvio.
Probabilmente preferisce aspettare, e lasciare che il cavaliere si corroda da solo. Peccato che i gioco c'è l'intero Paese.
Non c'è da indignarsi. Anche perché l'indignazione, se rimane senza sfogo, diventa irrimediabilmente un sentimento alienante.
giovedì 12 novembre 2009
Giustizia, verso l'assalto finale. Ma so io come fare.
Il Ministro della Giustizia: "Rendere più efficiente la giustizia", e ancora "Accelerare i processi".E quindi una persona di medio senno pensa che il governo vuole finalmente rimettere in sesto i tribunali, ampliare le sedi che traboccano di faldoni, istituire nuovi concorsi per rifocillare l'organico di magistrati, e via dicendo. Insomma, qualcosa che serva a far funzionare meglio l'ingranaggio affaticato della giustizia italiana.
E invece se uno va a leggersi i 3 articoli della legge "riforma" che trova?
Una serie di norme che mandano in fumo anni di lavoro di magistrati, avvocati, forze dell'ordine (leggi anche milioni di euro dei cittadini), e renderà sempre più impossibile "fare giustizia".
A questo punto sarebbe meglio fare una legge che prescrive direttamente "Le persone Tizio, Caio e Sempronio sono immuni da ogni condanna".
La Corte Costituzionale non credo farà troppi problemi, saprà distinguere qual è il male minore.
Altrimenti va a finire che per salvare qualche imputato d'oro si manda gambe all'aria tutto il sistema della giustizia. E gran parte dello Stato di diritto.
lunedì 9 novembre 2009
Cosa terrorizza Berlusconi?
Sta succedendo qualcosa di strano. Nonostante tutti i processi di Berlusconi siano destinati alla prescrizione e quindi al lieto fine per l'imputato, compresa la "patata bollente" Mills, in questi ultimi giorni il premier si sta disperatamente affannando per sfornare in tempi brevissimi l'ennesima legge per accorciare la durata dei processi.C'è per caso qualcos'altro che si teme "esca fuori" a breve?
Il Giornale di Feltri fa sapere che Berlusconi ha lanciato un ultimatum agli alleati, invitandoli a mettere per iscritto il loro impegno a sostenerlo nella guerra contro l'offensiva giudiziaria che insidia il primo ministro.
Chi non firma sarà fuori dal Pdl.
Se saranno di più i contrari, si va alle urne.
Intanto Fini ieri sera a "Che tempo che fa", ha già dichiarato che non firmerà niente.
Si vedrà se è davvero arrivata l'ora della guerra civile conclamata tra l'ex An e il Cavaliere oppure sono solo colpetti di assestamento che hanno lo scopo di differenziarsi dalle posizioni sciagurate del Cavaliere.
Cosa terrorizza Berlusconi?